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venerdì, 12 settembre 2008

Hellboys

Sono appena tornato dalle mie BREVI vacanze (checché ne dicano alcuni commentatori maligni) e vi voglio rendere partecipi di alcune mie INTERESSANTISSIME riflessioni sull’italico bambino in spiaggia. C’è chi dice che una spiaggia non è tale senza bambini che sguazzano e frignano, che i bambini mettono allegria ecc… probabilmente è vero, ma non se i bambini in questione appartengono ad una delle seguenti baby-categorie:
1. IL BAMBINO LAMENTOSO. La parola preferita del bimbo lamentoso è “mamma”, ma pronunciata con una quantità enorme di A, tipo: “mAAAAAAmmAAAAAAAAAA” (naturalmente il tutto urlato e con frequenza vicina all’ultrasuono). Al frignone non piace il mare, perché ci sono le alghe o le meduse o l’acqua fredda; al frignone fa male la pancia, o si è sbucciato il ginocchio, o lo ha punto la zanzara; il frignone si annoia e vuole che la mamma (maaaammaaaaaaaa….) gli legga il fumetto o gli compri il gelato o gli riempia il secchiello. Il bimbo lamentoso è inguaribile e rischia di diventare un adulto rompico****ni come pochi. L’unica soluzione è l’infanticidio.
2. LO STRONZINO. La parola preferita dal bastardello è: “No!”. “Vuoi il ghiacciolo?” “No!”; “Vieni a fare bagno con mamma?” “No!”; “Dai, smettila…” “Fanc**o! (lo stronzino conosce parolacce da scaricatore e le padroneggia con orgoglio). La carogna rompe i giochi degli altri bambini o tira le trecce alla sorellina, quando non pesca con il retino per sottoporre i pesciolini a esperimenti degni di uno scienziato nazi. La cura per il baby stronzo esiste ed è alla portata di tutti: un bel paio di calci in culo sistemerebbero la situazione, ma se i genitori fossero capaci di provvedere, il piccolo sarebbe già a posto da un pezzo.
3. IL TARANTOLATO. Il bimbo duracell non si ferma mai. Costruisce castelli di sabbia enormi restando per ore sotto il sole, cosparso di crema colorata fattore 60, simile ad un aborigeno australiano con i colori di guerra. Il suo bagno dura due ore, e quando esce vuole giocare ai tamburelli. Non cammina, corre. Non parla, grida. Se si impossessa del canotto, basta distrarsi un attimo ed esce dalle acque territoriali. Ha battuto il record dell’ora nella categoria tricicli. Il bambino tarantolato ti stanca solo a guardarlo.
4. IL DIVORATORE. Il bambino gnam-gnam è un prodigio della natura. Le sue mandibole non si fermano mai, e non una volta si nutre di qualcosa di minimamente salutare. Il piccolo (si fa per dire, di solito a sette anni pesa come un adolescente in carne) ha sempre in mano una merendina doppio-cioccolato mezza insabbiata. All’ora di pranzo si sbafa un cono gelato, poi attacca con disinvoltura una vaschetta di pasta al sugo, quindi passa alla liquirizia con la quale si tinge metà del volto (quella lasciata libera dal ragù) e conclude con una parmigiana di melanzane fredda. Alle due fa la prima merenda con un bombolone fritto, e dopo un'ora si lamenta perché ha fame. I genitori del bambino gnam-gnam non pesano meno di un quintale, e ciò spiega molte cose.
Il peggio è che il bastardo ti fa venire voglia di mangiarle pure te, tutte quelle schifezze proibite. Maledetto per sempre, piccolo gnam-gnam.
5. IL TIMIDONE. Siede sotto l’ombrellone in silenzio, con gli occhi bassi. Riempie piano il secchiello di sabbia e poi lo svuota. Guarda un giornalino tutto tranquillo. E allora, dov’è il problema? Sarebbe perfetto come vicino, se non fosse per la madre: “guarda quanti bimbi, perché non vai a giocare con loro?”; “vieni con me a fare un giro sul lungomare?”; “papa’ va a pescare, lo aiuti?”; “mettiti un po’ al sole!”; “saluta bene la zia…”.
Questo bimbo qui ha tutta la mia solidarietà.
6. IL BAMBINO-DIAMANTE. Spesso nato da genitori non giovanissimi e perciò molto atteso e desiderato, è considerato prezioso come un gioiello (roba che manco i Gracchi…), un piccolo principe da viziare e riverire. La regina madre si preoccupa che non prenda freddo portando un golfino anche in spiaggia, e che faccia il bagno solo tre ore dopo i pasti, per non correre inutili rischi.
Lui è spesso biondo, capriccioso come tutti i sovrani e considera doverosa l’attenzione, ed anzi l’ammirazione altrui. Cosa che, del resto, è condivisa dai genitori: “Sa, a cinque anni già sapeva leggere la parola Topolino” “Ooohhh!”; “Sapete, a due anni è stato scelto per la pubblicità dei pannolini” “Ooohhh!”; “Sapete…”. Sì, purtroppo lo so, maestà, so che questo a dodici anni già si farà gli spinelli, e a diciotto sarà pronto per la comunità di recupero. E lo posso pure capire.
 
postato da: Alder alle ore 23:50 | link | commenti (11)
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