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domenica, 30 marzo 2008

Frammenti

La mattina faccio colazione guardando alla tele le avventure di Piggy Winks, un porcellino irlandese che ne combina di tutti i colori.

Sul cruscotto della macchina si sono accese tutte le spie, ne deduco che si è rotto il cruscotto e che l’auto va bene; per un po’ decido di ignorarle, chissà che la mia Beetle non guarisca da sola. Se poi rimango in panne in autostrada vi racconto. Mia moglie nel frattempo pontifica sulla superiorità della tecnologia giapponese.

Oltreoceano, Eileen Roca Torralvo riporta il titolo di Miss Colombia nel distretto di Cesar, come non accadeva dal 1994.

La serie Dexter è finita, mi consolo con un dvd arrivato dagli USA per vie segrete, con le puntate di Lost non ancora trasmesse in Italia. Metto alla prova il mio inglese per scoprire cosa succede a quei poveracci ora che son tornati dall’isola. Scopro che comunque su Sky è in programmazione dalla prossima settimana, e allora quanta fatica per niente.

S. è scesa sotto il muro dell’ora e trenta nella mezza maratona, e continua a migliorare. Mi parla di tabelle di ripetute e fartlek, io fingo di ascoltarla facendo di sì con la testa, intanto finisco di mangiare il terzo uovo di Pasqua.

In Africa, un focolaio di diarrea ha ucciso numerose persone a Bulawayo, nello Zimbabwe.

Mi si è rotto un vasetto di yogurt nella borsa dell’ufficio: un mio cliente riceverà un raccomandata con una bella macchia rosa/violetta. Eh, le poste… ma come le trattano, le nostre lettere?!

In piscina incontro G. la figlia di 5 anni di un mio amico, che ha paura di buttarsi e non cede alle insistenze dell‘istruttrice. La ricatto dicendo che riferisco tutto a suo padre e i cartoni animati se li scorda per un pezzo. La stonzina mi fa una linguaccia.

Xuyen Dung, contadina, dopo 87 anni trascorsi nelle campagne vicino a Da Nang, è morta di vecchiaia accudita dalla nipote Huong, 28 anni, aspirante guida turistica.

A quanto pare, il tempo la prossima settimana sarà brutto.
postato da: Alder alle ore 19:57 | link | commenti (7)
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lunedì, 24 marzo 2008

Boom, splash, gulp!

L’altro giorno sono entrato in una libreria specializzata in fumetti. Erano molti anni che non ci andavo, l’ultima volta fu quando mi procurarono Watchmen in lingua originale, perché in italiano usciva a puntate come inserto di Corto Maltese e io ero ansioso di sapere come andava a finire. Lo scoprii una notte verso le tre, armato di vocabolario. All’epoca non dovevo svegliarmi presto.
Appena entrato mi è cascato l’occhio, giustappunto, su un saggetto intitolato: “Vent’anni dopo Watchmen”. Vent’anni?? Come vent’anni? Porc… Mi è venuta la tentazione di uscire a razzo, e lasciare campo libero agli altri due clienti: un ragazzotto con “Rich” scritto sul culo e il piercing al sopracciglio, e un tipo che mi pareva più familiare, un magrolino con i brufoli e gli occhialini… già, pare che gli sfigati siano sempre gli stessi, impermeabili alle mode.
Comunque alla fine ho comprato “The dark knight strikes again”, giusto per vedere come proseguiva la storia, visto che il primo volume l’avevo letto nel 1989 (sigh). Quando sono arrivato alla cassa ho scoperto che un’altra cosa è, nel frattempo, cambiata: il knight mi è costato 22 euro, e il mio umore ha virato rapidamente verso il dark.
Non è che da vent’anni non leggessi più fumetti, comunque, visto che mia moglie compra una discreta quantità di manga, che scrocco volentieri. Certo, ora sta un po’ più attenta a lasciarmeli a tiro, da quando per errore (per errore!) gli ho buttato via tutta l’interminabile saga dei due gemelli che giocavano a baseball. D’altra parte, quella mattina dovevo andare a lavorare e, quando mi sono accorto di aver buttato lo scatolone sbagliato, mica potevo buttarmi nel cassonetto in giacca e cravatta per recuperare Katsuya e suo fratello (secondo lei potevo e dovevo, naturalmente). Comunque, così siamo andati pari per quella volta che lei mi aveva buttato le punte nuove del trapano…
postato da: Alder alle ore 17:05 | link | commenti (6)
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domenica, 16 marzo 2008

visti dall'alto...

Mi sono sempre chiesto come facciano i supereroi a trovare la strada quando se ne svolazzano in giro, o magari tornano sulla terra dopo una missione nello spazio. Perché certo non si può aprire una cartina mentre si sfreccia a velocità supersonica, e fermarsi a chiedere indicazioni deve essere piuttosto umiliante, soprattutto indossando una tutina aderente e un mantello rosso.
Per rispondere a questo interessante quesito, mi sono connesso a google earth ed ho eliminato tutti i riferimenti geografici, per vedere se riuscivo a trovare la strada di casa. Non è facile.
Per trovare il paesino in montagna dove vado sin da quando ero un bambino, ci sono voluti venti minuti di pattugliamento a tappeto dell’arco alpino. Pensavo fosse più facile arrivare alla località marina dove sono stato la scorsa estate, in fondo basta seguire la costa… invece no, sono proprio tutti uguali questi paesi, visti dal satellite. Però è stato facilissimo trovare la casa di mia sorella, in centro a Milano, e pure casa mia l’ho raggiunta in cinque minuti. Ho anche memorizzato il percorso: si parte dal lago, si scende fino a quella macchia scura, poi a destra fino all’incrocio delle due autostrade, ancora un po più giù e zac! Eccomi a casa.
Ora almeno, caso mai dovessi incontrare un marziano ansioso di conferirmi l’anello antigravità e il distintivo di protettore della Terra, sarei in grado di volare sino a casa senza far brutte figure. Questo vuol dire essere previdenti.
postato da: Alder alle ore 14:24 | link | commenti (5)
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