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domenica, 23 settembre 2007

il Belpianeta

monnezza

 

Sono passati 123 anni da quando atterrò l’astronave con i primi coloni, che battezzarono il pianeta, senza troppa originalità, “Nuova Italia”. Era un pianeta meraviglioso, che i media cominciarono subito a chiamare “il Belpianeta” o “il Pianeta del Sole” ed era tutto per noi.
In verità, nella lista di assegnazione dell’ONU c’erano prima il Bangladesh e l’Equador, ma il Presidente a Vita Romano Berlusconi III°, un po’ brigando, un po’ lamentando le nostre disgrazie, convinse il Segretario Generale a riservarcelo. Di disgrazie, bisogna dirlo, ne avevamo avute tante: l’eruzione del Vesuvio, l’innalzamento dell’Adriatico e l’allagamento della Pianura Padana, l’attentato al Ponte Messina-Reggio…
Così, i nostri bisnonni sbarcarono qui, e nei primi tempi tutto sembrò andare per il verso giusto: si parlava di nuovo boom, di rinascimento coloniale… bei tempi…
Ora guardo questi enormi casermoni che deturpano le coste di Campania Felix, mentre in lontananza le aeronavi della Nuova Camorra Interplanetaria scaricano le loro stive piene di rifiuti nel Mare Nostrum.
Leggo il Corriere delle Due Lune e le notizie non migliorano il mio umore: l’astroporto di Veltronia è paralizzato dal 54° giorno di sciopero consecutivo, i tifosi dell’Intergalactica hanno di nuovo distrutto lo stadio e le anticipazioni del nuovo calendario di Rosa Belladonna troneggiano in prima pagina (a proposito: ma quando esce ‘sto calendario?).
Ripenso alle parole pronunciate dal Primo Presidente Coloniale Piersilvio D’Alema II° durante la discesa verso Nuova Italia: “è finito il tempo in cui l’aspro territorio della penisola, avaro di risorse, limitava la fioritura del genio italico; ora possiamo lasciarci alle spalle secoli di errori, abbiamo finalmente una seconda occasione…”
 

 

Nella foto, un’opera di pop-art da me fotografata pochi giorni fa su una bella spiaggia della nostra amata nazione, che mi ha ispirato le alte considerazioni sul genio italico che hanno generato questo post.
postato da: Alder alle ore 19:40 | link | commenti (9)
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giovedì, 13 settembre 2007

La ballata di Garlasco

Col delitto di Garlasco
Anche il RIS ha fatto fiasco!
Una povera ragazza
Hanno ucciso con la mazza,
Non si sa chi è l’assassino
Forse è stato un suo vicino,
C’è chi dice il fidanzato
Che è anche l’unico indagato
C’è chi dice: fu suo zio…
Lo saprà soltanto Iddio!
Queste storie sono rogne
Ricordiamoci di Cogne:
Mano a man che il tempo passa
S’aggroviglia la matassa!
Le vicende criminali
Fanno vendere i giornali
E noi sotto l’ombrellone
Ci sorbiamo ‘sto drammone:
“Guarda un po’ le due gemelle
Son ragazze proprio belle,
Forse troppo birichine…
Saran loro le assassine?”
E’ arrivato anche Corona
Spero sia la volta buona:
Accolliamogli il delitto
Ed in barba al buon diritto
Rimettiamolo in galera
Questa volta quella vera
Per vent’anni o anche di più
Rinchiudiamolo laggiù
A gridar la sua innocenza;
Noi diremo: “beh, pazienza…
Scrivi pur le tue prigioni
Ma non romperci i co… !”
Ce lo siam tolto di torno…
Cosa vedo: è mezzogiorno!
Di omicidi ne ho abbastanza
Ora vò a riempir la panza
Che sarebbe un gran delitto
Rinunciare al pesce fritto!
 
postato da: Alder alle ore 22:36 | link | commenti (7)
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