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domenica, 19 novembre 2006

Di nuovo al Cinema Paradiso?

Qualche giorno fa leggevo sul blog di Lilas delle sue esperienze al cineforum.
Io non sono mai stato un patito dei film d’autore, ma in compenso ho frequentato accanitamente il cinema dell’oratorio, direi che tra gli otto e i dodici anni era l’appuntamento fisso della domenica pomeriggio.
La programmazione del cine dell’oratorio era un vero mistero: lì ho visto film ultraviolenti tipo “Il cittadino si ribella, la polizia s’inkazza” o “Milano violenta, Roma pure di più”, quelli con Maurizio Merli e Franco Nero che si inseguivano tutto il tempo sulle Giulia della polizia, e alla fine beccavano il cattivo, ma nel frattempo decimavano la popolazione a colpi di mitra.Questi film iniziavano sempre con il protagonista disperato perché gli ammazzavano il collega o la fidanzata, e allora per la mala erano cazzi.
Un altro classico erano i film di kung-fu, che producevano in qualche scantinato di Taiwan, tutto il tempo cazzotti e urla in falsetto, un genere che ora è tornato di moda in salsa patinata: li girano registi di grido con maestri di fotografia, ma son sempre la stessa boiata.
Il mistero l’ho poi chiarito quando sono diventato chierichetto: il prete di cinema non capiva un’acca e lasciava decidere tutto al chierichetto capo, un ragazzo sulla quindicina dai gusti non proprio ortodossi: ci piazzava ogni anno un titolo tipo “ I Dieci comandamenti” o “La tunica”, tanto per mettersi a posto la coscienza, poi farciva la lista con 007 o Franco e Ciccio. Il don diceva: “Avete fatto la programmazione di quest’anno?” e noi: “Sì, ci abbiamo messo Fratello Sole, Sorella Luna”- “Bravi, bravi…”.
Il cinema dell’oratorio era un salone con le poltroncine di legno tutte scheggiate, ogni tanto la proiezione si interrompeva perché il macchinista doveva cambiare la pizza e non era tanto capace, di mestiere faceva il piastrellista o qualcosa del genere, ma nessuno si lamentava perché era una bestia di 130 kg. che non amava molto le critiche. Prima del film compravo un sacchetto di caramelle assurde, gommose e colorate, o liquirizie giganti che il mio dentista è ancora lì che ringrazia. Di solito all’intervallo le avevo già finite. Gli attori si chiamavano “gionuein” o “burlancaster” ma più spesso si chiamavano “quellolàchefacevaibonanza” o nomi così.
Non so se esistono ancora i cinema dell’oratorio. Ora quando voglio vedere un film non vanno più bene neanche le sale del centro, perché mia moglie dice che hanno le poltrone scomode, devo andare al MegaMultiSala, prenotare prima e farmi venti chilometri di autostrada, poi dopo il film mi tocca anche il giro dei negozi al centro commerciale, che ogni volta non vedo l’ora…
Insomma invecchiando divento nostalgico, e mentre mi sparo venti minuti di pubblicità nell’attesa che il MegaCine si decida a farmi vedere quel cretino di Tom Cruise, mi trovo a pensare a quei capolavori che vedevo all’oratorio, a “La terra dimenticata dal tempo” o a “Più forte ragazzi!” (questo è ancora nella mia top ten personale!). Un oscar alla carriera per Budspenser e Terensill!

postato da: Alder alle ore 15:47 | link | commenti (13)
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giovedì, 09 novembre 2006

Saddammazzà?

 
…e l’Angelo della Morte,
sul macellaio…
A. Branduardi - Alla fiera del (middle) est

Dunque ora è condannato,
Prima o poi sarà impiccato.
Non è detto che ci piaccia
Dar così pan per focaccia,
Anche se questo Saddam
Noi di certo non lo amiam
Non farem salti di gioia
Quando andrà davanti al boia.
Però ad essere sincero,
Non ch’io pianga per davvero
A pensare sottoterra
Questa feccia della terra.
Avrei forse preferito
Non vederlo seppellito,
Ma per sempre incarcerato
In un carcere blindato
In quel cesso di deserto
A pensare, questo è certo
Tutto il tempo ai suoi peccati
Che nessun li ha mai contati
Tanto sono numerosi,
Crudelissimi e paurosi:
Quanta gente torturata,
Mutilata, fucilata,
Senza prove condannata,
E persino ben gassata!
Se quell’animaccia nera
Ora teme e si dispera
Se l’è certo meritato,
E per sempre sia dannato!
postato da: Alder alle ore 23:51 | link | commenti (4)
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giovedì, 02 novembre 2006

L'era glaciale vs. Una lunga estate calda

Due settimane di caldo e già i giornali sono pieni di articoli sul surriscaldamento globale. Ai primi freddi leggeremo dell’era glaciale prossima ventura. E’ così da qualche anno. Molti pensano che il clima stia cambiando ma i dati, a quanto pare, non sono chiari. I più ritengono che le temperature si stiano alzando, ma c’è qualcuno che crede sia tutta un fregatura: prima ci sarà una fase di riscaldamento, poi lo scioglimento dei ghiacci diluirà il sale negli oceani, seguirà la fine della corrente della corrente del golfo e zac!: l’era glaciale.
Le cause sono discusse: il clima cambia per fattori astronomici, geologici, per l’attività dell’uomo (probabilmente la colpa di tutto è dei SUV!) e sicuramente per tanti altri motivi che non immaginiamo. Quale che sia la causa, tranquilli: non è niente di nuovo. Senza scomodare le ere glaciali (quelle dei mammut e, a quanto pare, dei bradipi & c.), se non ricordo male (i miei studi liceali, intendo) dopo la caduta dell’impero romano ci fu un secolo ben freddino e in Italia ricomparvero orsi e lupi che erano quasi spariti. Dopo l’anno mille, invece, per un paio di secoli fece un caldo boia: i papiri scomparvero dall’Egitto e le navi imperiali veleggiavano tranquille fino all’Islanda, per portare i falconi da caccia a Federico II.
Insomma il nostro pianeta è piuttosto volubile ed è meglio prepararci a qualche sorpresa. Io ho deciso ti tener fede alla mia professione d’ottimismo, e di cercare qualche aspetto positivo in tutti e due i casi, riscaldamento o raffreddamento globale.
Vantaggi del riscaldamento globale:
1. Gran risparmio di gasolio e crollo delle spese di riscaldamento, fattore cui sono molto sensibile causa braccino corto.
2. Innalzamento del livello del mare, Adriatico che tracima nella pianura padana e risale sino alle porte di Milano = fine delle code per andare al mare! In Liguria, invece, mare che si ferma ai primi contrafforti montuosi, ma costa sommersa, così imparano a farmi pagare 50 euro per un ombrellone e due lettini, tiè!
3. Effetto estate perpetuo sull’abbigliamento femminile: praticamente saranno costrette ad andare in giro seminude tutto l’anno, e io -nascosto dietro un paio di occhiali da sole- potrò posare a piacere il mio sguardo lascivo qua e là (di solito proprio là).
Vantaggi della prossima glaciazione:
1. Sport invernali tutto l’anno! Già ho preparato gli sci da fondo per andare in ufficio.
2. Miglioramento della qualità del sonno, ché al freddo si dorme bene. Anzi, già pregusto un ritorno del letargo; ci pensate: quattro mesi a ronfare, che goduria!
3. Effetto tricheco: per combattere il freddo saremo tutti costretti a sviluppare uno strato di grasso corporeo protettivo. Fine delle diete, fallimento delle palestre, cioccolata e maionese obbligatorie, rovina del modello estetico dominante ed affermazione dello stile Rubens e Botero!
Insomma, in un modo o nell’altro, qualcosa da guadagnare c’è.

Ogni mio passo provocava scricchiolii come di ghiaia su di una gelata biancazzurra. Era inverno, in quel momento e per sempre.
(K. Vonnegut - Ghiaccio nove - 1963)
postato da: Alder alle ore 09:42 | link | commenti (2)
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