Bisognerebbe....../ Conoscere altri mondi/ Non fosse che per un confronto.(W.S.-1993)
Qualche giorno fa leggevo sul blog di Lilas delle sue esperienze al cineforum.
Io non sono mai stato un patito dei film d’autore, ma in compenso ho frequentato accanitamente il cinema dell’oratorio, direi che tra gli otto e i dodici anni era l’appuntamento fisso della domenica pomeriggio.
La programmazione del cine dell’oratorio era un vero mistero: lì ho visto film ultraviolenti tipo “Il cittadino si ribella, la polizia s’inkazza” o “Milano violenta, Roma pure di più”, quelli con Maurizio Merli e Franco Nero che si inseguivano tutto il tempo sulle Giulia della polizia, e alla fine beccavano il cattivo, ma nel frattempo decimavano la popolazione a colpi di mitra.Questi film iniziavano sempre con il protagonista disperato perché gli ammazzavano il collega o la fidanzata, e allora per la mala erano cazzi.
Un altro classico erano i film di kung-fu, che producevano in qualche scantinato di Taiwan, tutto il tempo cazzotti e urla in falsetto, un genere che ora è tornato di moda in salsa patinata: li girano registi di grido con maestri di fotografia, ma son sempre la stessa boiata.
Il mistero l’ho poi chiarito quando sono diventato chierichetto: il prete di cinema non capiva un’acca e lasciava decidere tutto al chierichetto capo, un ragazzo sulla quindicina dai gusti non proprio ortodossi: ci piazzava ogni anno un titolo tipo “ I Dieci comandamenti” o “La tunica”, tanto per mettersi a posto la coscienza, poi farciva la lista con 007 o Franco e Ciccio. Il don diceva: “Avete fatto la programmazione di quest’anno?” e noi: “Sì, ci abbiamo messo Fratello Sole, Sorella Luna”- “Bravi, bravi…”.
Il cinema dell’oratorio era un salone con le poltroncine di legno tutte scheggiate, ogni tanto la proiezione si interrompeva perché il macchinista doveva cambiare la pizza e non era tanto capace, di mestiere faceva il piastrellista o qualcosa del genere, ma nessuno si lamentava perché era una bestia di 130 kg. che non amava molto le critiche. Prima del film compravo un sacchetto di caramelle assurde, gommose e colorate, o liquirizie giganti che il mio dentista è ancora lì che ringrazia. Di solito all’intervallo le avevo già finite. Gli attori si chiamavano “gionuein” o “burlancaster” ma più spesso si chiamavano “quellolàchefacevaibonanza” o nomi così.
Non so se esistono ancora i cinema dell’oratorio. Ora quando voglio vedere un film non vanno più bene neanche le sale del centro, perché mia moglie dice che hanno le poltrone scomode, devo andare al MegaMultiSala, prenotare prima e farmi venti chilometri di autostrada, poi dopo il film mi tocca anche il giro dei negozi al centro commerciale, che ogni volta non vedo l’ora…
Insomma invecchiando divento nostalgico, e mentre mi sparo venti minuti di pubblicità nell’attesa che il MegaCine si decida a farmi vedere quel cretino di Tom Cruise, mi trovo a pensare a quei capolavori che vedevo all’oratorio, a “La terra dimenticata dal tempo” o a “Più forte ragazzi!” (questo è ancora nella mia top ten personale!). Un oscar alla carriera per Budspenser e Terensill!