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martedì, 30 giugno 2009

Le vie dell'inferno...

Io e mia moglie abbiamo deciso di bandire la televisione dalla cucina.

Ora ceniamo in salotto. 

postato da: Alder alle ore 18:50 | link | commenti
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domenica, 10 maggio 2009

Silviade

1    Canta, o diva, l’ira funesta
      della bella Veronica dalle carnose labbra
      e le gesta del Cavalier Arcoride, adunatore di folle.
      Narraci, Musa, chi fu tra le dee,
5    colei che li spinse a rovinosa contesa?
      Fu Afrodite capriccosa, nata da spuma di mare,
      ad ordire la trama che mali infiniti
      provocò alle italiche genti.
      Giunto il Silvide a Neapolis dall’ampio golfo
10  venne a lui un compagno di tempi passati
      e l’invitò a banchetto:
      saziato l’appetito e libato nelle coppe il primo vino
      la giovane Noemi dalle belle gote gli si fece vicina
      e poiché egli amava la compagnia di fanciulle
15  dal piede leggero e dalla cinta sottile,
      con lei stette, innocente, a stimarla in animo e bravura
      e trattenne il braccio Eros saettatore.
      Ma Efesto era in quei giorni al monte Uessuvios
      a praticar l’arte sua divina nella forgia infuocata,
20  e sua moglie, Afrodite d’oro, l’accompagnava.
      Venne così la dea al banchetto e vide
      l’eroe mortale che il pomo porgeva
      alla bionda fanciulla dicendo “alla più bella”.
      Gelosa ne fu Afrodite Ciprigna e,
25  convocata Iris veloce, che ha nei piedi il vento,
      messaggera d’Olimpo, l’inviò da Veronica Macheride.
      Mentre un'ancella le curava la chioma fluente
      astute parole di tradimento e passione
      le disse all’orecchio l’alata fanciulla.
30  Credette Veronica all’olimpico inganno
      e simile a Furia sempre vogliosa
      si slanciò fuori dalla stanza,
      come leone in grossa preda imbattutosi,
      ma la sua preda era l’amor suo e marito.
35  Lo insultò con male parole
      e agli araldi dalla limpida voce
      comandò di ripeter le ingiurie alle genti riunite.
      Saputo che l’ebbe il Cavaliere
      si recò nell’antro di Vespos,
40   l’augure da tutti ascoltato,
      che sapeva le cose che furono, sono e saranno
      ed a lui disse, comandando di riferire alla moglie:
      “Maledetta, sempre sospetti, ed io non ti sfuggo
      ma proprio nulla potrai ricavarne,
45  ed anzi lontana dal cuore tu mi sarai:
      questa sarà, per te, la cosa più amara”.


Note
13 Nel testo originale: kalliparhon (dalle belle gote)
18 Uessuvios: l'odierno Vesuvio
24 Ciprigna: dal presunto luogo di nascita, l’isola di Cipro
25 Orig.: podhnemoz wkea (che ha nei piedi il vento) allude alla funzione della dea, che vola rapida come il vento per portare le ambasciate degli dei alle destinazioni più lontane. L’arte figurativa rappresenta infatti Iris (o Iride) come una fanciulla alata.
31 Orig: Eris amoton memania (Furia sempre smaniosa) Eris o Furia, dea della discordia, signora del dolore, sorella di Ares.
39-40 K. Meister dubità dell’originalità di questo verso, che sarebbe attribuibile ad un’aggiunta successiva, prob. ad opera di Aristarco di Samotracia, o frutto di una più recente rielaborazione. Vedi “Die homerische kuntsprache”, Leipzig, 1921. 
postato da: Alder alle ore 19:01 | link | commenti (6)
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mercoledì, 29 aprile 2009

L'era dell'ottimismo

L’Inter ha perso.
Piove.
Mi piove anche dentro casa.
La settimana scorsa sono venuti a riparare il tetto, perché si formava umidità. Adesso piove proprio.
Mi è gocciolato tutto il giorno sopra il televisore e ora non si sente più l’audio.
Forse non è un gran male. Potrò guardare le tette delle ragazze del grande fratello senza sorbire le stupidate che dicono.
Mi fa male una caviglia. Divento vecchio e mi vengono gli acciacchi. Ahia.
Al lavoro, ogni giorno reca la minaccia di una nuova tragedia.
Questa settimana sono pure rimasto bloccato in metropolitana. Due volte.
Ho programmato male il videorec e ora non saprò mai se il comandante Adama ha salvato i superstiti delle dodici colonie dai malvagi Cyloni.
Sul giornale: febbremaiala-terremoto-pasdaranatomici-veripiratinoisiam…

Chissà perché mi sono svegliato di buon umore.
postato da: Alder alle ore 13:23 | link | commenti (5)
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venerdì, 10 aprile 2009

Lavori sporchi

Oggi sono stato stronzo. Stronzo quanto basta.
Il mio lavoro richiede che io mi comporti da stronzo, a volte.
L’importante è non prenderci gusto.
A questo penso, mentre appoggio il mio testone contro il vetro sporco del tram.
Dentro il testone: un fluido pastoso ostacola il normale corso dei pensieri.
Succede, dopo tante ore a fare lo stronzo.
Qui…blop…mi devo…blop…inventare…qualcosa. Blop.
Una tizia dietro di me parla al cellulare in una lingua con troppe “a”.
Karapafagalla fareka tullifada.
Filippino, o forse alfabeto farfallino.
Fermata.
Sale: una cinese adulta, vestita da adolescente.
Scende: un signore con il bastone, che odora leggermente di formaggio.
Qui-fi mi-fi de-fe-vo-fo inven-ta-fa-re-fe qua-fa-lco-fo-sa-fa.
Seconda fermata.
Sale: una fotomodella slavata
Scende: io.
Davanti a me cammina una ragazza; le guardo distrattamente il culo.
Perché non lo so, sono 15 anni che la vista di un culo per strada non mi da un brivido di eccitazione.
La constatazione mi spinge a reagire. Guardo il culo con più attenzione.
Qui mi devo inventare qualcosa.
Il culo sobbalza ad ogni passo.
Blop, blup, blop.
Blog!
Stasera torno a scrivere sul blog.
postato da: Alder alle ore 23:51 | link | commenti (6)
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venerdì, 12 settembre 2008

Hellboys

Sono appena tornato dalle mie BREVI vacanze (checché ne dicano alcuni commentatori maligni) e vi voglio rendere partecipi di alcune mie INTERESSANTISSIME riflessioni sull’italico bambino in spiaggia. C’è chi dice che una spiaggia non è tale senza bambini che sguazzano e frignano, che i bambini mettono allegria ecc… probabilmente è vero, ma non se i bambini in questione appartengono ad una delle seguenti baby-categorie:
1. IL BAMBINO LAMENTOSO. La parola preferita del bimbo lamentoso è “mamma”, ma pronunciata con una quantità enorme di A, tipo: “mAAAAAAmmAAAAAAAAAA” (naturalmente il tutto urlato e con frequenza vicina all’ultrasuono). Al frignone non piace il mare, perché ci sono le alghe o le meduse o l’acqua fredda; al frignone fa male la pancia, o si è sbucciato il ginocchio, o lo ha punto la zanzara; il frignone si annoia e vuole che la mamma (maaaammaaaaaaaa….) gli legga il fumetto o gli compri il gelato o gli riempia il secchiello. Il bimbo lamentoso è inguaribile e rischia di diventare un adulto rompico****ni come pochi. L’unica soluzione è l’infanticidio.
2. LO STRONZINO. La parola preferita dal bastardello è: “No!”. “Vuoi il ghiacciolo?” “No!”; “Vieni a fare bagno con mamma?” “No!”; “Dai, smettila…” “Fanc**o! (lo stronzino conosce parolacce da scaricatore e le padroneggia con orgoglio). La carogna rompe i giochi degli altri bambini o tira le trecce alla sorellina, quando non pesca con il retino per sottoporre i pesciolini a esperimenti degni di uno scienziato nazi. La cura per il baby stronzo esiste ed è alla portata di tutti: un bel paio di calci in culo sistemerebbero la situazione, ma se i genitori fossero capaci di provvedere, il piccolo sarebbe già a posto da un pezzo.
3. IL TARANTOLATO. Il bimbo duracell non si ferma mai. Costruisce castelli di sabbia enormi restando per ore sotto il sole, cosparso di crema colorata fattore 60, simile ad un aborigeno australiano con i colori di guerra. Il suo bagno dura due ore, e quando esce vuole giocare ai tamburelli. Non cammina, corre. Non parla, grida. Se si impossessa del canotto, basta distrarsi un attimo ed esce dalle acque territoriali. Ha battuto il record dell’ora nella categoria tricicli. Il bambino tarantolato ti stanca solo a guardarlo.
4. IL DIVORATORE. Il bambino gnam-gnam è un prodigio della natura. Le sue mandibole non si fermano mai, e non una volta si nutre di qualcosa di minimamente salutare. Il piccolo (si fa per dire, di solito a sette anni pesa come un adolescente in carne) ha sempre in mano una merendina doppio-cioccolato mezza insabbiata. All’ora di pranzo si sbafa un cono gelato, poi attacca con disinvoltura una vaschetta di pasta al sugo, quindi passa alla liquirizia con la quale si tinge metà del volto (quella lasciata libera dal ragù) e conclude con una parmigiana di melanzane fredda. Alle due fa la prima merenda con un bombolone fritto, e dopo un'ora si lamenta perché ha fame. I genitori del bambino gnam-gnam non pesano meno di un quintale, e ciò spiega molte cose.
Il peggio è che il bastardo ti fa venire voglia di mangiarle pure te, tutte quelle schifezze proibite. Maledetto per sempre, piccolo gnam-gnam.
5. IL TIMIDONE. Siede sotto l’ombrellone in silenzio, con gli occhi bassi. Riempie piano il secchiello di sabbia e poi lo svuota. Guarda un giornalino tutto tranquillo. E allora, dov’è il problema? Sarebbe perfetto come vicino, se non fosse per la madre: “guarda quanti bimbi, perché non vai a giocare con loro?”; “vieni con me a fare un giro sul lungomare?”; “papa’ va a pescare, lo aiuti?”; “mettiti un po’ al sole!”; “saluta bene la zia…”.
Questo bimbo qui ha tutta la mia solidarietà.
6. IL BAMBINO-DIAMANTE. Spesso nato da genitori non giovanissimi e perciò molto atteso e desiderato, è considerato prezioso come un gioiello (roba che manco i Gracchi…), un piccolo principe da viziare e riverire. La regina madre si preoccupa che non prenda freddo portando un golfino anche in spiaggia, e che faccia il bagno solo tre ore dopo i pasti, per non correre inutili rischi.
Lui è spesso biondo, capriccioso come tutti i sovrani e considera doverosa l’attenzione, ed anzi l’ammirazione altrui. Cosa che, del resto, è condivisa dai genitori: “Sa, a cinque anni già sapeva leggere la parola Topolino” “Ooohhh!”; “Sapete, a due anni è stato scelto per la pubblicità dei pannolini” “Ooohhh!”; “Sapete…”. Sì, purtroppo lo so, maestà, so che questo a dodici anni già si farà gli spinelli, e a diciotto sarà pronto per la comunità di recupero. E lo posso pure capire.
 
postato da: Alder alle ore 23:50 | link | commenti (11)
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domenica, 08 giugno 2008

Assaggio d'estate

spiaggia

Primo assaggio d'estate, al mare.

Bambini ricoperti di crema si rotolano sulla sabbia, come cotolette impanate. Mamme isteriche. Costumi dei Gormiti e asciugamani di Spiderman. Lacrime.

Ragazze pre-adolescenti con tacchi alti e hot-pants, sembrano dirette ad un night club per pedofili. Invece prendono un gelato e si siedono sul muretto. Fingono di ignorare i ragazzi brufolosi che, ridacchiando, le guardano.

Uomini appesantiti da un inverno di tv, si sentono in dovere di correre sulla spiaggia. Arrancano sudati e disperati, come se dovessero raggiungere un oasi all’orizzonte.

Donne anziane con costumoni anni sessanta. I loro mariti con gambe bianchissime e spalle arrossate dal sole. Vene varicose e cappellini colorati.

Zoccoli di plastica, giocattoli di plastica, tette di plastica.

Dappertutto venditori abusivi. Donne vistose contrattano ridendo il prezzo di occhiali da sole delle filiali cinesi di Gucci e Chanel. Sette euro perché mi sei simpatica.

La spiaggia immensa e deserta, la mattina presto. L’acqua fredda e pulita. I granchi scivolano sul fondo, sfidando con le chele gli enormi pesci-piede che invadono il loro territorio.

Scritte sul cemento del molo: “Giusy un attimo d’amore con te vale una vita.”, “Grazie Niky per tre mesi stupendi. T.V.B.”, “Andrea, mi hai lasciata: bastardo, devi morire!”

Ragazze bellissime in bikini, mi ricordano che c’è sempre qualcosa che non si può avere. Uomini dal fisico scolpito, mi ricordano che io sono più simpatico!
 



Foto: un esercito di fantasmi s'abbronza.
postato da: Alder alle ore 11:47 | link | commenti (17)
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domenica, 25 maggio 2008

Fill-in

non ho tempo, non ho tempo, non ho tempo...

perciò ricorro a un vecchio trucco: la replica!

Questo è uno dei miei post preferiti, però l'ho scritto a ferragosto e non se l'è filato nessuno. Mi sono abbastanza offeso, ma ora vi do l'occasione di rimediare leggendo e commentando:

Contatto!

Si prega di apprezzare innanzi tutto la foto, trattandosi di un fotomontaggo di mia produzione. Aggiungo: FATICOSA produzione. La foto della statua della libertà la scattai qualche tempo fa in vacanza, gli alieni erano in dotazione alla mia videocamera Sony, che mi ha ceduto i diritti dopo una lunga trattativa in giapponese stretto.

...torno presto, ora non ho tempo, non ho tempo... 

postato da: Alder alle ore 23:04 | link | commenti (2)
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giovedì, 24 aprile 2008

Donna moderna anch'io!

Oggi mi sono con-cesso di evacuare nel bagno di mia moglie, vale a dire quello bello, perché il mio è, naturalmente, il bagno di servizio. In effetti da noi vige un rigido apartheid toilettesco, in base al quale la maggioranza oppressa è relegata in un cesso di un metro per uno dove deve convivere con lavatrice, secchi e spazzoloni e, per di più, lo spazio che può occupare con i suoi articoli da bagno è pari a un micro-scaffalino di 20 cm., perché il resto dell’armadietto è occupato da generi femminili che “non ci stanno” nel bagno padronale di tre metri x tre, appannaggio esclusivo della minoranza dominante. Nella mega-toilette sono altresì collocate doccia e vasca, che ho il permesso di utilizzare solo a patto di “non bagnare in giro”, onde mi chiedo spesso cosa ci stiano a fare quelle belle piastrelle su muri e pavimenti…
ma chiudiamo la parentesi e veniamo al dunque.
A lato del trono è sito un portariviste dal quale, per favorire quel rilassamento che da sempre concilia l’espletamento delle elevate funzioni cui mi accingevo, ho prelevato un interessante numero di Donna Moderna.
Ho saltato lo Speciale Mascara, perché c’è un limite a quello che sono disposto a fare per conoscere l’universo femminile, e mi sono invece soffermato su un interessante saggetto intitolato “come cucinare l’aspic ai fagioli azuki”.
Fagioli azuki?
Già mi son visto dal mio ortolano: “scusi, devo fare l’aspic, ce li ha i fagioli azuki?”
“Che cos’? Dev’fa la spesa di fagioli co la Suzuki?”
“No, No… i fagioli azuki, ce li ha?”
“Li teng ross o bianchi, ma azzuri proprio no…”
Rinunciato ai fagioli, mi sono risollevato il morale leggendo che il segreto di un aspetto radioso sarebbe di spruzzarsi il viso, la mattina, con l’acqua fredda. Ecco perché son così bello, io lo faccio praticamente da quando sono nato, mia mamma lo chiamava “lavarsi la faccia”. Ma no, ma no, l’acqua del rubinetto non va bene, bisogna usare un vaporizzatore di acqua termale da tenere in frigo, come l’eau *** di ***, che vien via alla modica cifra di 12 euro per 200 ml, cioè 60 euro un litro d’acqua, e poi c’è chi si lamenta del prezzo della benzina!
In alternativa, si può usare “l’Eau floreal de rose biologique” di ***, che costa un euro di meno, ma per ordinarla alla profumiera devi aver fatto un corso di francese.
Per finire in bellezza, mi gusto l’intervista a Jude Law, che proclama: “non mi sento una star e non mi piace essere una celebrity (?!) … con le donne sono un imbranato, anzi sono decisamente senza speranze in questo campo” Povero Jude, quasi quasi gli propongo di fare uno scambio e venire qui in provincia per vedere quant’è bello essere una “nullity”. Credimi Jude, le donne ti saltano addosso…
postato da: Alder alle ore 00:17 | link | commenti (14)
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domenica, 13 aprile 2008

Cenestesi

L’altro giorno mi sono imbattuto in una parola che non conoscevo. In questi casi ripenso alla sig.ra L., la mia prof di seconda liceo, che ci fece leggere tutto il vocabolario. Ci assegnava una lettera a settimana, poi interrogava: “bene, Alder, lettera B: cosa vuol dire brontometro?” E io, tipo Fantozzi: “dicesi brontometro… quell’animal… quella cos… con le ali…” (per inciso, è uno strumento che serve a misurare l’intensità dei tuoni). Naturalmente, solo uno ebbe la costanza di leggere davvero tutto, i più leggevano un paio di pagine per lettera e poi improvvisavano; quelle interrogazioni furono tra i momenti più esilaranti della mia carriera scolastica.
Il semino piantato da L. però in qualche modo è germogliato: ogni volta che apro il vocabolario mi perdo almeno mezz’ora tra le parole. Se mai mi dovessero condannare a trent’anni di galera (uxoricidio?) in cella, oltre alla Bibbia, vorrei lo Zingarelli.
…che poi, per divagare, qualche anno fa avevo letto la storia di questo pazzoide assassino che dalla sua cella era diventato uno dei più famosi consulenti dell’Oxford Dictionary…
Comunque, la parola dell’altroieri ve la propongo, insieme al suo contrario:

CENESTESI: complesso delle sensazioni che nascono dall’armonico funzionamento del corpo umano e che si concreta in un senso di equilibrio che varca appena la soglia della coscienza.

CENESTOPATIA: sensazione di sofferenza riferita erroneamente ad una funzione organica, che si manifesta in varie condizioni patologiche.

Allora, che dite: questi sono giorni di cenestesi o di cenestopatia?
postato da: Alder alle ore 21:57 | link | commenti (9)
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domenica, 30 marzo 2008

Frammenti

La mattina faccio colazione guardando alla tele le avventure di Piggy Winks, un porcellino irlandese che ne combina di tutti i colori.

Sul cruscotto della macchina si sono accese tutte le spie, ne deduco che si è rotto il cruscotto e che l’auto va bene; per un po’ decido di ignorarle, chissà che la mia Beetle non guarisca da sola. Se poi rimango in panne in autostrada vi racconto. Mia moglie nel frattempo pontifica sulla superiorità della tecnologia giapponese.

Oltreoceano, Eileen Roca Torralvo riporta il titolo di Miss Colombia nel distretto di Cesar, come non accadeva dal 1994.

La serie Dexter è finita, mi consolo con un dvd arrivato dagli USA per vie segrete, con le puntate di Lost non ancora trasmesse in Italia. Metto alla prova il mio inglese per scoprire cosa succede a quei poveracci ora che son tornati dall’isola. Scopro che comunque su Sky è in programmazione dalla prossima settimana, e allora quanta fatica per niente.

S. è scesa sotto il muro dell’ora e trenta nella mezza maratona, e continua a migliorare. Mi parla di tabelle di ripetute e fartlek, io fingo di ascoltarla facendo di sì con la testa, intanto finisco di mangiare il terzo uovo di Pasqua.

In Africa, un focolaio di diarrea ha ucciso numerose persone a Bulawayo, nello Zimbabwe.

Mi si è rotto un vasetto di yogurt nella borsa dell’ufficio: un mio cliente riceverà un raccomandata con una bella macchia rosa/violetta. Eh, le poste… ma come le trattano, le nostre lettere?!

In piscina incontro G. la figlia di 5 anni di un mio amico, che ha paura di buttarsi e non cede alle insistenze dell‘istruttrice. La ricatto dicendo che riferisco tutto a suo padre e i cartoni animati se li scorda per un pezzo. La stonzina mi fa una linguaccia.

Xuyen Dung, contadina, dopo 87 anni trascorsi nelle campagne vicino a Da Nang, è morta di vecchiaia accudita dalla nipote Huong, 28 anni, aspirante guida turistica.

A quanto pare, il tempo la prossima settimana sarà brutto.
postato da: Alder alle ore 19:57 | link | commenti (7)
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